Archeologia

 

Il promontorio di Stalettì si presenta come un territorio fortemente segnato dalle presenze antropiche fin dalla preistoria. Le peculiarità geografiche, morfologiche e geologiche hanno consentito a questo territorio di essere  al centro di un’intensa attività umana, sia dal punto di vista insediativo che dello sfruttamento delle risorse marine e terrestri.

Al centro del golfo di Squillace, unico promontorio roccioso sulla via ionica tra Taranto e Reggio Calabria, naturalmente difeso da pendii scoscesi, con approdi marittimi protetti dai forti venti marini, ricco di risorgenze di acqua potabile, di terra fertile, di cave  d’estrazione di materiale edile di pregio (granito soprattutto), il promontorio di Stalettì è stato ricco di vestigia cha datano dall’epoca greca al medioevo.

Il promontorio, chiamato La Coscia, raggiunge un’altezza massima di 425 metri s.l.m. e si erge maestosa sul versante nord-orientale, costituendo un possente sbarramento della piana del comprensorio Squillace-Borgia. Sull’altro versante, quello sud-occidentale, degrada meno vertiginosamente verso il comprensorio di Montauro, attraverso colline e valloni.