Arte

Squillace conserva l’antico impianto medioevale, testimone di un intricato avvicendarsi di eventi che lo hanno visto protagonista nel corso dei secoli, consentendogli oggi di essere considerato un importante centro e culla di arte e cultura tra il sole e il mare. Sulle origini di Squillace rimane incertezza, ma certo è che fu dapprima la greca Skylletion e in seguito la romana Scolacium presso la Roccelletta di Borgia, il luogo dove sorgeva l’antica Squillace, terra di cultura dapprima greca e poi romana. Il susseguirsi delle invasioni longobarde e saracene, costrinsero gli abitanti di Scolacium a rifugiarsi sulle colline vicine, che garantivano un maggiore controllo del territorio, sorse così il nuovo centro di Squillace, più sicuro e più facile da difendere nell’entroterra. L’attuale centro subì, come molti paesi del Sud Italia, diverse invasioni, da quella Saracena a quella Normanna, fino all’arrivo di Federico D’Aragona, futuro re del regno di Napoli, che passò poi il governo della città alla famiglia Borgia, fino al 1735.

La passeggiata per Squillace è piacevole, ci si sposta tra i palazzi signorili, per far visita alle chiese del paese, assaporando ancora oggi quella viva espressione di una civiltà gloriosa che ha avuto un passato ricco di fatti e di avvenimenti che hanno fatto la storia di Squillace, oggi patrimonio di tutti. Da non dimenticare che Squillace riveste un importate ruolo religioso, fu una delle più antiche diocesi della Calabria. Da visitare sono la Cattedrale, la chiesetta Gotica di Santa Maria della Pietà, la chiesa di San Pietro con il suo splendido portale, quella di San Matteo e i ruderi di S. Chiara. Durante la dominazione normanna si avvia la costruzione della Cattedrale distrutta assieme al castello dal terremoto nel 1783. La Cattedrale, dedicata alla Vergine Assunta in Cielo, fu ricostruita, pressappoco nello stesso punto di quella Normanna, e fu consacrata dal vescovo Notaris nel 1798 . La facciata si presenta con tre portali realizzati dagli scalpellini locali. All’interno, le tre navate racchiudono importanti opere alcune risalenti al V sec., altre del XVI Secolo.

In cima al paese a dominare sulla valle che si apre alla costa offrendo panorami mozzafiato è situato il castello Normanno con le sue imponenti mura e le due torri, una cilindrica su tronco di cono, l'altra poligonale. Il Castello, sede di principi, conti e marchesi, venne costruito sui ruderi di una fortificazione bizantina che a sua volta fu costruita sulle rovine del Monastero Castellense di Cassiodoro. Cassiodoro fu un importante uomo politico e letterato di Squillace, fondò qui il Monastero Vivariense e quello Castellense, in località Copanello che si divide tra il comune di Stalettì e di Squillace.

Da non perdere è una visita alle botteghe dei ceramisti locali, dove si possono trovare oggetti di alto valore artistico e si possono osservare i rari maestri dell'argilla all'opera nelle loro botteghe artigianali.